«Prima ancora di entrare in crisi in Parlamento, il governo sta entrando in crisi nel Paese. La sfiducia ha le sembianze di un diagramma che a Palazzo Chigi conoscono e che da marzo segnala la picchiata negli indici di gradimento per il premier e i suoi due vice. Poco importa se Salvini sopravanza Conte e stacca Di Maio, il trend colpisce l’esecutivo nella sua interezza e riguarda singolarmente i tre protagonisti di una narrazione che non convince più l’opinione pubblica. Lo stato maggiore del Carroccio di fatto ha già deciso, anche se l’ordine toccherà a Salvini. E i suoi dirigenti non hanno dubbi sul fatto che «Matteo non baratterà il nostro disegno per un mero rimpasto di governo». Né tantomeno è in ballo l’ipotesi di un cambio del premier: non ci sarebbero nemmeno le condizioni, dati i rapporti di forza in Parlamento. Semmai Conte è entrato nel mirino (anche) perché tra i grillini è diventato la figura più rappresentativa. Denunciarne il ruolo, dire che non sia più super-partes è una tesi sostenuta pubblicamente un mese fa dal ministro dell’Interno. Ed è condivisa nel suo partito, specie sul territorio. Nonostante le reciproche promesse di “ritorno alla normalità” dopo le Europee, l’alleanza gialloverde è un esperimento che entrambe le forze considerano consunto» [Verderami, CdS]
«No, no, nooo… il governo non cade. Va avanti. Va avanti per quattro anni e lo farà perché ha lavorato bene» [Salvini a Marco Cremonesi, CdS]
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