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È pronta la nuova bozza del Recovery Plan

A Roma, nella tarda serata di ieri, il ministero dell’Economia ha inviato ai membri del governo l’ultima versione della bozza del Piano per la Ripresa, che alle 21.30 di oggi sarà esaminato dal Consiglio dei ministri.
Il documento è lungo 179 pagine, i tecnici di via XX Settembre ci hanno lavorato tutta la giornata. Il capitolo sulla «cabina di regia» ancora non è stato scritto.
Il 70% delle risorse è destinato a investimenti, il 21% a bonus, il resto a «formazione e interventi ibridi».
Secondo il governo i progetti che partiranno grazie agli aiuti europei – circa 309 miliardi nel periodo 2021-2029 – porteranno già quest’anno una crescita aggiuntiva da 6 decimali di Pil (10 miliardi).
«Ieri il premier Giuseppe Conte ha rassicurato chi teme ulteriori ritardi: “Il Recovery Plan dobbiamo approvarlo domani sera. Dobbiamo correre”» [Sole24Ore].
«I presidenti delle 28 commissioni di Camera e Senato si infurierebbero se, causa crisi di governo, gli venisse imposta una corsa contro il tempo sul Recovery: per comprimere l’esame di una bibbia che altrimenti richiederebbe un mese di discussioni con sindacati, comuni e regioni. “Se ci dicono di fare di corsa, qui scoppia la rivolta”, avverte Dario Stefano, che presiede la commissione Ue del Senato» [Bertini, La Stampa].

In prima pagina

• A Roma i tecnici del ministero dell’Economia hanno inviato ai partiti della maggioranza la nuova bozza del Recovery Plan. Il Consiglio dei ministri deve esaminarla stasera alle 21.30
• Renzi ha passato il suo compleanno a Firenze. Ora sembra sia pronto a far scattare la crisi di governo
• C’è un’altra bozza che fa discutere: quella del piano pandemico italiano 2021-2023. Prevede che, se le risorse saranno scarse, bisognerà curare prima chi ha più possibilità di sopravvivere
• Oggi, in un carcere federale nell’Indiana, Stati Uniti, Lisa Montgomery, 52 anni, colpevole di aver ammazzato una donna incinta all’ottavo mese e di averle tagliato il ventre con un coltello da cucina per prenderle la bambina, sarà giustiziata mediante iniezione letale.
• Sempre negli Stati Uniti i democratici hanno presentato alla Camera la richiesta d’impeachment contro Trump. Parallelamente, hanno chiesto ai repubblicani di votare una mozione unanime per chiedere al vicepresidente Pence di far scattare il 25° emendamento, ma quelli si sono rifiutati. Con una lettera Melania Trump condanna l’assalto al Congresso: «Inaccettabile»
• Mentre impera il dibattito: è giusto censurare Trump sui social?, in Italia Twitter segnala anche il profilo del giornale Libero
• Erdogan invece vuole boicottare WhatsApp e invita sostituirla con delle app turche
• Biden ha scelto come nuovo capo della Cia l’esperto diplomatico William Burns
• Oggi arrivano le prime dosi del vaccino Moderna
• Gli italiani vaccinati sono 654.362. Il tasso di positività è risalito al 13,7%. Crescono terapie intensive (+27) e ricoveri (+176). I morti ieri sono stati 448 morti.

Clamoroso

Il buco dell’ozono antartico del 2020 si è chiuso alla fine di dicembre «dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera». Lo comunica l’organizzazione mondiale della meteorologia (Omm-Wmo) ricordando che era cresciuto rapidamente da metà agosto scorso, raggiungendo il picco di circa 24,8 milioni di chilometri quadrati il 20 settembre, diffondendosi su gran parte del continente antartico.
L’Omm ricorda che «è stato il buco più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall’inizio del monitoraggio 40 anni fa». Questo buco è stato provocato da un vortice polare forte, stabile e freddo e da temperature molto fredde nella stratosfera (lo strato dell’atmosfera tra circa 10 km e circa 50 km di altitudine), gli stessi fattori meteorologici che hanno contribuito al buco dell’ozono record nell’Artico del 2020. Una situazione in contrasto con il buco dell’ozono antartico insolitamente piccolo e di breve durata che c’è stato nel 2019. 
«Le ultime due stagioni del buco dell’ozono dimostrano la sua variabilità di anno in anno e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità», ha affermato Oksana Tarasova, capo della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico dell’Omm.

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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