Fantasmi nelle High street: time to buy local

High Street Kensington, Fulham road, Kings road, ma anche Putney high o Camden high. E la stessa Piccadilly road. Chi non avendo viaggiato un poco su e giù per Londra non conosce le vibranti High Street, le colorate vie dello shopping che ogni quartiere londinese ha?

Regno alcune dei rivoluzionari Punk, o dei lontani e sgargianti Mod con i loro tartan e le Vespa superaccessoriate. Trascorrendole velocemente non si può non vedere un negozio chiuso. Poi poco dopo un cartello “affittasi”, “for rent”. Almeno uno ogni tre oramai è poco più che uno scheletro vuoto.

Dal 2008 non si vedevano così tante attività chiuse, e non chiuse in attesa che passi il ciclone Covid19, chiuse per sempre!

Certo, a Londra quasi tutti questi negozi, soprattutto le catene di vestiti super discount, erano create con i finanziamenti bancari. E stando chiusi due mesi oltre ai consumi che non riprendono il mix è diventato esplosivo e il risultato uno solo: serrande abbassate per sempre.

Certo, qui internet, Amazon e l’online, avevano lasciato il segno già prima della pandemia: troppo alti gli affitti proprio delle High Street. Ma anche contabilizzando queste cause, rimane impressionante constatare come nemmeno nel 2008 la crisi aveva colpito così duro.

Non ci sono ammortizzatori che tengano. I ristoranti sono sopravvissuti meglio grazie allo schema “eat out to help out”, dove il governo inglese ti pagava parte del conto del ristorante pur di far mangiare fuori le persone. Ma non hanno potuto pagare anche i vestiti o altri goods, altri beni.

Riuscirà un commercio così fortemente colpito a sopravvivere anche alla impellente Brexit? Riuscirà Londra a tornare la splendente città dello shopping che una volta era?

Auguriamoci tutti che sia così e non sia invece la prima avvisaglia di una tendenza con cui dovremo fare i conti anche in Italia non appena gli aiuti si fermeranno.
Contiamo sul fatto che il nostro commercio, più familiare e meno finanziario, possa reggere meglio.

Il mio consiglio? Buy local: Lasciamo perdere Amazon per un po’ e scendiamo sotto casa. Sicuro, spenderemo qualche Euro in più, ma miglioreremo l’ambiente liberando le città da centinaia di furgoncini enormi che ci consegnano la cover per il telefono che arriva in aereo dalla Cina, e salveremo il commercio locale.

Persino un tempio del capitalismo come American Express lo ha capito, lanciando qui a Londra la campagna shop small: dal tuo estratto conto, per un massimo di dieci volte, spendi dieci sterline e Amex te ne restituisce cinque. Non è arrivata ancora in Italia, ma per una volta siamo noi più virtuosi degli americani.

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Carlo Arturo Garuzzo

Carlo è fondatore e Presidente del Gruppo Energetico flyRen Energy Group, multinazionale tascabile dedita allo sviluppo, investimento e asset management nel campo delle energie rinnovabili. www.flyren.eu flyRen sviluppa, investe e fornisce consulenze a diverse Utilities italiane e straniere e a fondi Istituzionali che operano nel settore fotovoltaico. flyRen è attiva in Italia, Moldavia, Turchia e Regno Unito. Carlo Garuzzo ha un BA (Hins) in Studi Internazionali di Business conseguito alla European Business School in London ed ha conseguito presso la London Business School, il Corporate Finance Modular Program and Financial Seminar for Senior Managers. Dal 2019 è Console Onorario per la Repubblica di Moldavia per Torino e Piemonte, e si fregia di essere il Presidente del Club Torino of London, club che riunisce le imprenditorialità e professioni torinesi che vivono a Londra. Carlo è un socio del Club degli Investitori dedito a supportare start up Italiane ed è un mentor per giovani imprenditori in Techitalia Lab a Londra. Sposato, due figli, Carlo divide la sua vita fra Londra e Torino e parla correntemente Italiano, Francese e Inglese, con conoscenze avanzate di Spagnolo e Tedesco. Carlo, insieme ai suoi genitori Rosalba e Giorgio, sono mecenati che hanno creato oramai quindici anni fa l’organizzazione senza scopo di lucro “Istituto Garuzzo per le Arti Visive” (IGAV) www.igav-art.org , attivo in tutto il mondo per supportare i giovani artisti contemporanei Italiani.

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