«Due bastano» è lo slogan della prima campagna di pianificazione delle nascite lanciato dal governo egiziano. Una strategia simile a quella del figlio unico nella Cina di Deng Xiaoping, anche se questa non sarà coercitiva. Oggi in Egitto il numero medio di figli per donna è di 2,9 e la popolazione continua a crescere a ritmi impressionati: quest’anno il Paese supererà i cento milioni di abitanti. Già oggi l’Egitto importa due terzi del cibo necessario e anche l’acqua scarseggia. Da qui la necessità di fermare la crescita e arrivare a 2,1 figli per donna, il punto di equilibrio.
«Il Cairo punta soprattutto a cambiare la mentalità nelle campagne, a informare le donne meno istruite e a mettere a disposizione di tutti i metodi contraccettivi. La cultura islamica non proibisce la pianificazione famigliare, sono soprattutto le tradizioni a spingere le famiglie povere ad avere molti figli. Per questo la transizione demografica è più lenta che in altri Paesi mediorientali, come la Turchia o l’Iran. In Egitto il numero di figli per donna è passato dai 5,6 del 1976 ai 3 del 2008 ma poi la tendenza ha rallentato» [Stabile, Sta].
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