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In Italia si uccide molto poco

Dopo il Lussemburgo, l’Italia è il paese con il più basso tasso di omicidi di tutta l’Ue. Il dato è stato diffuso dall’Istat, fa riferimento ai casi registrati nel 2018 e conferma una tendenza trentennale. L’Istat ha calcolato che il tasso di omicidi nel nostro Paese è stato di 0,59 ogni 100.000 abitanti, mentre la media su tutto il territorio Ue è di 1,03. I paesi che invece hanno un indice di omicidi più alti sono quelli della zona baltica con il 3,97 della Lituania e il 2,2 dell’Estonia. L’Italia mostra un’incidenza bassa anche per i femminicidi, che sono 0,4 ogni 100.000 abitanti contro un dato continentale dello 0,86.
«Il numero degli omicidi in Italia è in costante calo da almeno tre decenni: nel 1992 si erano contati ben 1.442 casi, nel 2016 erano diventati 397. Quelli riconducibili alla criminalità organizzata sono passati nello stesso periodo da 342 a 55 mentre quelli avvenuti in ambito familiare erano 91 all’inizio della rilevazione e sono diventati 46 nel 2016. Ma con un andamento che non mostra, a differenza di altri segmenti, un arretramento costante, anzi. All’inizio degli anni’90 veniva ammazzata in Italia una donna ogni 5 uomini; attualmente il rapporto tra i due sessi è sceso a 1,6» [Del Frate, CdS].


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«Si uccide meno, in Italia, ma si uccidono più donne. E nel 54% dei casi ad alimentare l’orribile giostra dei femminicidi sono proprio gli uomini che dovrebbero magari difenderle: i partner o gli ex. Le donne, insomma, muoiono nell’ambiente domestico, in famiglia. Oltre l’80% delle 133 uccise in Italia nel 2018 è caduta sotto i colpi di una persona ben conosciuta: ovvero 8 su dieci conoscevano il loro assassino» [Izzo, Sta].

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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