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Le canzoni di successo sono sempre più tristi

Kathleen Napier e Lior Shamir, ricercatori della Lawrence Technological University di Detroit, hanno analizzato i testi delle 6.150 canzoni più ascoltate dal 1951 al 2016, stando alla classifica Hot 100 della rivista Billboard. Hanno utilizzato Tone Analyzer, un particolare software creato da Ibm che ha scansionato ogni singola frase del testo, assegnando un valore compreso tra 0 e 1 alle sensazioni evocate dalle parole, per poi calcolare il sentimento dominante nell’intero brano. Risultato: c’è una tendenza progressiva dei testi verso la rabbia e la tristezza dopo la seconda metà degli anni Cinquanta, con qualche eccezione nei Settanta. E, in assoluto, la maggior parte delle canzoni ha ottenuto un punteggio relativo alla tristezza più elevato rispetto alle altre sensazioni evocate [Rinaldi, Lettura].

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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