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Marchionne è morto

Marchionne è morto

Sergio Marchionne è morto a Zurigo, nella clinica dove era ricoverato dallo scorso 28 giugno. Accanto a lui la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. L’amministratore delegato di Fca era entrato tre settimane fa all’UniversitätsSpital per un’operazione alla spalla destra. Tutto si doveva chiudere con una breve convalescenza. Invece dieci giorni i medici hanno fatto sapere che c’erano «complicanze postoperatorie». Nonostante il totale riserbo del gruppo, della famiglia e dell’ospedale, i media hanno parlato di un tumore ai polmoni, diagnosi però smentita ieri da fonti vicine alla famiglia di Marchionne. Questa la versione riportata dalla Stampa: «Marchionne ha attraversato una prima fase di recupero durante la quale c’è stata una complicazione improvvisa e inattesa che lo ha portato a un arresto cardiaco. È stato quindi portato nel reparto di rianimazione dove non è stato attaccato a macchine che in modo sistematico lo tenessero in vita. Mentre era in rianimazione ha avuto un ulteriore attacco cardiocircolatorio che lo ha portato al decesso». Secondo fonti dell’ospedale, il tumore al polmone non è la causa della morte, ha scritto ancora La Stampa. Ad annunciare la fine è stato ieri alle 11.50 il presidente di Exor John Elkann, con queste parole: «È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto». Non sono previsti funerali pubblici. L’ultimo saluto all’ex amministratore delegato di Fca sarà in forma privata, presumibilmente in Svizzera.

Scoperta una grande riserva di acqua liquida su Marte

Su Marte c’è una riserva d’acqua liquida sotterranea, milioni di litri dalle parti del Polo Sud. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, è stata fatta da un gruppo di scienziati italiani coordinato da Roberto Orosei dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. L’acqua è salata e sta in una specie di serbatoio naturale che si estende per una ventina di chilometri quadrati, a una profondità di 1,5 chilometri dalla superficie. Dato che sotto il suolo marziano la temperatura deve essere molto bassa – assai più bassa dello zero termico a cui l’acqua pura gela – quella contenuta nel sottosuolo marziano deve essere piena di minerali ceduti dal terreno e quindi gelare solo a temperatura parecchio inferiore (qualcosa di simile si vede sotto il ghiaccio dei nostri Poli). La scoperta è stata resa possibile grazie all’analisi dei dati rilevati dalla sonda Mars Express Orbiter, in orbita da circa 15 anni intorno a Marte. Marsis, uno dei suoi strumenti, ha rilevato la presenza di qualcosa di anomalo a circa 1.500 metri al di sotto della superficie del Polo Sud marziano. Anche se non è possibile analizzarla direttamente, i rilevamenti radar sono compatibili con quelli di una grande falda acquifera ampia diversi chilometri quadrati. Orosei e colleghi dicono di avere escluso tutte le altre possibilità, e che quindi gli indizi trovati indichino la presenza di acqua liquida.

Incidenti

Roberto Benigni è stato ricoverato all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari in seguito a un incidente in mare avvenuto martedì sera. L’attore, 65 anni, si trovava in gommone con alcuni amici tra La Maddalena e Palau quando un’onda improvvisa gli ha fatto sbattere con violenza la schiena. Quindi dal porto di Palau è stato portato in elicottero all’ospedale, dove è stato sottoposto a una serie di accertamenti. «Sull’Isola di Santa Maria, una delle sette dell’Arcipelago di La Maddalena, Roberto Benigni ha acquistato una villa già molti anni fa. E questo è il suo buen ritiro. Dove, si dice, avrebbe pensato di scrivere la sceneggiature di «La vita è bella». Insomma, da queste parti l’attore toscano e la moglie sono ospiti fissi. A La Maddalena sono tutti abituati a incontrarli al bar del centro o in una delle barche che vanno su e giù per le calette. Dove qualche anno fa c’era stata anche un’altra disavventura: il sequestro del gozzo in legno da parte della Guardia costiera. La barca era ormeggiata a un gavitello abusivo e Benigni si è ritrovato a pagare una sanzione» [Pinna, Sta].

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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