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Mes e Recovery fund, ancora nessun accordo

Succede Oggi

Un po’ di pioggia su Lombardia e Triveneto. Sole e qualche nuvola sul resto d’Italia • Giornata internazionale dell’asteroide • Giornata internazionale del parlamentarismo • La maggioranza, in un vertice, discute del Decreto Semplificazioni • Il nuovo romanzo di Dacia Maraini • Lo sconsolato libro dell’addio di Giampaolo Pansa • Costantino della Gherardesca e il lusso • Elio Germano al Teatro Parenti • Il Maxxi premia Renzo Piano • Lazio e Juve in campo • Jarmusch su Rai 5, Polanski su Rai Movie • Il Vangelo di oggi: Gesù e la tempesta.

Mes e Recovery fund, ancora nessun accordo

Toni sempre più accesi nella maggioranza per il Mes, il fondo salva stati. Il capo reggente del M5s Vito Crimi ha ribadito la ferma contrarietà del Movimento. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che in una lettera al Corriere ha indicato 10 buoni motivi per dire sì al Mes, accusa i pentastellati di essere «irresponsabilmente ideologici».

Giuseppe Conte, che non vuole una nuova crisi di governo ad agosto, aspetterà settembre per decidere se chiedere o meno i 36 miliardi puntando tutto sul Recovery fund. Stefano Folli su Repubblica: «Sappiamo che in cuor suo Conte non esiterebbe un attimo a dire “sì” all’Unione e alla Germania. Ma la sua risposta ai rilievi di Angela Merkel è stata un cedimento ai malumori dei 5S (“ai nostri conti ci pensiamo noi”) e un ammiccamento alla linea nazionalista. Questa replica non è piaciuta al Pd, s’intende, al punto da rendere ancora più urgente l’interrogativo: tra l’Europa e i Cinque Stelle fino a che punto Zingaretti e i suoi potranno permettersi di restare ambigui? Il tempo scorre e con esso le domande irrisolte sull’identità del centrosinistra».

Perché continuate a dire no al Mes?
«Guardi, le dico sinceramente quello che penso, ovvero che in questa crisi l’Europa ha risposto. La stessa Bce ci ha dato un grande sostegno acquistando i nostri titoli di Stato. Gli strumenti ora ci sono e dobbiamo riconoscerlo. Quindi basta piagnistei, tocca al governo dimostrare di essere all’altezza della sfida. Il presidente Conte continua a dire che sarà sufficiente il Recovery fund e noi abbiamo fiducia nelle sue parole» [Luigi Di Maio ad Andrea Malaguti, Sta].

Intanto ieri la cancelliera Merkel e il presidente Macron si sono incontrati nel castello di Meseberg, a Berlino, per discutere del Recovery fund. I due propongono di ridurre considerevolmente il volume del piano da 750 a 500 miliardi, a patto che non si tocchino i trasferimenti a fondo perduto. Secondo i leader di Francia e Germania – che chiedono ai cosiddetti paesi frugali solidarietà al fine di chiudere le trattative entro luglio – i 250 miliardi possono essere compensati con le risorse messe a disposizione da Bei e Mes. «Con il Recovery fund ridotto a 500 miliardi, l’Italia conserverebbe gli 82 miliardi a fondo perduto, ma perderebbe i 91 miliardi di prestiti a tassi agevolati. Il che renderebbe praticamente inevitabile il ricorso al Mes pandemico. Ma non è affatto detto che questa proposta piaccia ai frugali, i quali contestano non solo il volume totale del Recovery, ma proprio il principio dei grants, le sovvenzioni. Secondo Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi (più la Finlandia) l’Ue dovrebbe limitarsi a concedere prestiti ai Paesi in difficoltà» [Bresolin, Sta].

Clamoroso

In Kazakistan c’è un lago dove gli alberi crescono al contrario. Sopra l’acqua ci sono i tronchi, sotto le chiome [Ruggiu, Business Insider].

In prima pagina

• È pronto il primo vaccino contro il coronavirus. È cinese, prodotto dall’azienda CanSino, e viene già somministrato, per prova, alle forze armate di Pechino
• L’Iran ha emesso un mandato d’arresto internazionale per Donald Trump accusato di essere il mandante dell’assassinio del generale Qassem Suleimani. L’Interpol dice: «Richieste di questo tipo non vengono prese in considerazione»
• Alex Zanardi ha subito un secondo intervento al cervello. Due ore e mezza sotto i ferri, la prognosi resta riservata
• All’ospedale Maggiore di Cremona sono nati 15 bambini in 24 ore
• Pd e M5s litigano sul Mes. Conte punta tutto sul Recovery fund e rimanda la questione a settembre. Intanto Merkel e Macron si sono incontrati per fare fronte comune a Bruxelles
• Decreto Legge Semplificazioni: un anno di appalti senza gare e senza burocrazia. Sul tavolo anche un possibile condono
• Nominati i nuovi vertici di Alitalia, Caio presidente, Lazzerini amministratore delegato
• Ieri in Italia 126 nuovi casi e solo sei morti per coronavirus. Altri 23 contagi a Mondragone. In Lombardia le mascherine saranno obbligatorie fino al 14 luglio. Zaia promette tamponi gratis per tutte le badanti che tornano in Veneto
• I contagi nel mondo hanno superato i dieci milioni, i morti sono più di 500 mila. Nuovo record di casi in India: quasi ventimila in un giorno. Brasilia dichiara lo stato di calamità. Nella contea di Anxin, in Cina, 400 mila persone sono state messe in isolamento
• Libia, tre raid aerei di Haftar a ovest di Sirte
• Nella maxi inchiesta tedesca su una rete di pedofili ci sono trentamila sospettati
• La Corte Suprema degli Stati Uniti ha abrogato una legge della Louisiana che rendeva più difficili gli aborti e ha aperto alla pena di morte
• Alle municipali in Francia trionfano i verdi e Macron si fa ambientalista. All’indomani dalla sconfitta ha già messo sul tavolo 15 miliardi per «la conversione ecologica dell’economia»
• L’ex premier francese Fillon è stato condannato a cinque anni di carcere per appropriazione indebita di fondi pubblici. È il cosiddetto scandalo Penelopegate
• Maduro caccia l’ambasciatrice Ue. Le ha dato 72 ore per lasciare il Paese dopo che l’Europa ha sanzionato altri 11 funzionari venezuelani
• L’India ha deciso di bloccare 59 app sviluppate da aziende cinesi, tra le quali TikTok e WeChat
• Da marzo a maggio in Italia i reati sono crollati del 61%
• Pop di Bari diventa Spa e dice sì all’aumento di capitale. D’accordo il 96% dei soci
• È italiana la prima retina artificiale liquida
• Con 7 giornate di anticipo il Benevento torna in Serie A. A dare il via ai festeggiamenti alla squadra di Pippo Inzaghi, il parrocco del rione Libertà che ha fatto suonare le campane a festa
• La Juventus ha scambiato Pjanić con Arthur del Barcellona
• Damiano Tommasi si è dimesso da presidente dell’Associazione Italiana Calciatori.

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Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

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