silenzio
Di Roberta Di Donato
Il contatto umano: ecco ciò che mi manca di più. Sono fermamente convinta che tramite uno schermo non sia la stessa cosa: mi sembra spesso di essere in un altro universo distante mille miglia dal fascino degli sguardi, dei pensieri condivisi durante le interminabili passeggiate con gli amici. Osservando il mondo da una finestra sembra di non riuscire pienamente a viverlo, come quando guardi alla televisione un bel film che appare surreale, distante dalla tua realtà.
Le mura della mia casa sono diventate un limite insopportabili, mi ricordano costantemente che sono stata privata di una libertà che fino a qualche settimana fa davo per scontata. Tutto è estremamente malinconico specialmente per noi giovani, ritrovatici d’un tratto distanti dalla nostra vera vita e dalla quotidianità solita. La realtà appare quasi immobile, i pomeriggi scorrono allo stesso modo e le lancette che segnano le ore si dimostrano quasi inutili davanti ad un tempo indefinibile.
Il futuro appare incerto e la paura che la strada da percorrere per poterci riprendere la nostra quotidianità sia ancora lunga ci angoscia. E allora forse è il caso di guardarci dentro. Credo sia possibile scoprire tante cose in noi, aprire la nostra mente ad esperienze mai provate: nel silenzio si apprendono molte cose che nella confusione risulta difficile cogliere.
Dalla rubrica Diario di una quarantena:
Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato. E il mio modo di celebrarla è…
Ci sono momenti storici in cui un conflitto smette di essere "una crisi tra le…
Questa è una recensione atipica, perché atipico è “Era, ora” di Cristiano Boscato ( Post…
Quando leggo tendo ad isolarmi. Non importa se sto leggendo sul letto alla mattina appena…
In questi giorni ho cominciato a leggere l'ultimo libro di Alec Ross "The Italian Dream"…
Il LinkedIn Top Post di questa settimana parla di giovani e emigrazione.