Diario di una quarantena

Pace rubata


Di Paolo Filpi

Lunedì 16 marzo. Il Coronavirus continua a mietere vittime ed ogni giorno ci sono sempre più contagiati in tutta Italia. La quarantena degli Italiani continua, anche se non viene sempre rispettata. Questo virus ha cambiato la nozione del tempo al punto che i giorni sembrano tutti uguali. La gente ha sempre più paura e, con essa, crescono anche i sospetti verso l’altro, familiare o amico che sia.

E’ appena passato il fine settimana, anche se, dalle testimonianze e dalle immagini trasmesse alla tv, non sembrava affatto un weekend. Paesi deserti, strade vuote, negozi chiusi, vie sgombre. L’unico rumore che si poteva percepire era quello di un’Italia sottomessa ma combattente. Nei piccoli paesini come il mio, la domenica del covid 19 non è stata un giorno di festa, un momento di unione per le famiglie, ma è diventato un giorno come gli altri: stiamo chiusi in casa, nell’insofferenza più totale. Le piazzette ormai sono vuote, i bambini, che si riunivano per giocare, sono stati sostituiti dal senso del niente, dal vento.

Le piazzette ormai sono vuote, i bambini, che si riunivano per giocare, sono stati sostituiti dal senso del niente, dal vento.

Le strade mancano di quegli odori e suoni che solo la domenica sapeva donare, nel porto non ci sono più i pescatori ma solo le barche che vengono mosse dalle onde. Il sole splende ma di una luce opaca, non calda ed avvolgente come sempre, forse anche i suoi raggi risentono della drammaticità della situazione. Il tramonto come al solito è uno spettacolo unico:regala speranza e pace. Sono, però, brevissimi attimi, le notizie preoccupano .

Rimane la speranza, come una forza invincibile che unisce persone di ogni dove in un abbraccio fraterno. “Insieme saremo più forti” e sconfiggeremo questo dannato virus che ci ha messo in ginocchio. Insieme ce la faremo, il COVID-19 non sarà che un brutto ricordo della nostra vita.

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