Sette per Cinque: una nuova rubrica

Antonello Sette è un giornalista di lungo corso che per l’agenzia SprayNews fa cinque interviste alla settimana. Un vero tour de force, una specie di giro d’Italia che noi di Moondo, amici di Antonello, abbiamo deciso di seguire per fare ogni domenica un resoconto ai nostri lettori.

“Si è perso l’interesse verso l’altro, verso chi è lontano e il senso di essere legati da un destino comune. Nessuno sembra capire che quello che accade a qualche migliaio di chilometri di distanza ci riguarda tutti perché potrebbe accadere anche a noi”. Con questa amara considerazione si chiude l’intervista per SprayNews di Antonello Sette a Paolo Pezzati, policy advisor dell’organizzazione umanitaria internazionale Oxfam: “La situazione umanitaria a Gaza: catastrofica. Non da ora. Oltre ai danni diretti e indiretti, causati dall’ultima escalation, bisogna calcolare gli effetti di cinquantaquattro anni di occupazione e di quattordici di blocco. A prescindere dal conflitto in corso, l’ottanta per cento degli abitanti, circa quindi due milioni di persone, sopravvivono solo grazie agli aiuti internazionali.  Più del cinquanta per cento della popolazione di Gaza vive sotto la soglia di povertà. Il sessanta per cento delle persone soffre di insicurezza alimentare perché ogni volta che si mette sulla tavola un pasto non si è mai certi del successivo. Le famiglie si indebitano fino all’osso per acquistare cibo. Il tasso di disoccupazione nei territori occupati è fra i più alti al mondo e Gaza detiene il record mondiale della disoccupazione femminile. Più della metà della popolazione giovanile ha meno di trenta anni e più della metà dei giovani non ha un lavoro. Sono da aggiungere la totale dipendenza dall’esterno per il fabbisogno energetico e l’acqua che novantaquattro volte su cento sgorga dai rubinetti contaminata. Le famiglie per bere sono costrette a sottostare alla speculazione dei venditori dei famosi boccioni di acqua più o meno depurata.  Una spesa rilevante e insostenibile per tanti.

Un quadro catastrofico a cui bisogna aggiungere i danni rovinosi del conflitto in corso: 450 edifici distrutti o gravemente lesionati, più di cinquantamila sfollati e da quelle che sono le prime e ultime notizie in nostro possesso il quaranta per cento delle reti idrica e fognaria sono compromesse. Tutto questo avrà una ricaduta gravissima negli ospedali. L’energia elettrica scarseggia anche perché sta scarseggiando il gasolio. Sarà molto difficile garantire già nei prossimi giorni l’assistenza e i servizi primari, se questa situazione dovesse perdurare.

Nessuno può entrare. Né persone, né beni. La situazione è drammatica. E’ una catastrofe. Secondo gli ultimi dati in nostro possesso, a Gaza sono morte 230 persone, fra cui 75 bambini, 37 donne e 16 anziani. I feriti accertati sono 1503.

Senza allontanarsi dal Medio Oriente, lo Yemen, teatro di quella che tuttora viene considerata dalla Nazioni Unite una delle più gravi crisi umanitarie del mondo. Una tragedia che conta quattro milioni di sfollati e coinvolge in termini di bisogni umanitari più di ventiquattro milioni di persone, di cui sedici milioni non hanno accesso né all’acqua potabile né ai servizi igienici di base. Un Paese, lo Yemen, che già prima del conflitto era il più povero di tutta l’area”.

(se non bastasse possiamo aggiungere quanto è accaduto in Siria e in Iraq ndr.)

A poche miglia di distanza dalla catastrofe, nella nostra penisola, come fossimo sulla luna, siamo alle prese con i soliti problemi, uno per tutti il concorso del 2017 che avrebbe dovuto nominare i dirigenti scolastici che sono clamorosamente insufficienti rispetto alle necessità. Un concorso nazionale con un numero spropositato di bocciati all’orale. E questo perché a interrogare i candidati e a decidere le loro sorti sono state trentotto sottocommissioni, autonome e sovrane, che hanno utilizzati criteri di valutazione che definire diversi non rende l’idea. Si passa da tutti promossi a metà bocciati. “Ci sonosperanze o è solo un’illusione?” ha chiesto la scorsa settimana Antonello a Elvira Serafini, Segretario Generale Snals-Confsal: “Le speranze sono legate al tavolo politico con il Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi” è stata la risposta della Serafini. E allora Antonello ha deciso questa settimana di girare la domanda a Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera:Penso sia un vero scandalo, un concorso pieno zeppo di gravi irregolarità, oggetto di ricorsi giudiziari anche in sede penale. Sei procure stanno indagando. L’ipotesi di reato è di falso aggravato. Bisogna assolutamente trovare una soluzione extragiudiziaria e politica che riguarda tanti distretti scolastici e tanti candidati costretti ad assistere a irregolarità di ogni tipo.

Un esempio deplorevole, causato da una imperdonabile superficialità e da una totale mancanza di coordinamento. Le trentotto sottocommissioni non si sono mai riunite. Non c’è stata una linea di indirizzo. Non c’è stata una linea comune. Il quadro finale è quello di irregolarità diffuse a macchia d’olio. Ci sono stati inottemperanze relative al collegio giudicante. Mancavano gli esaminatori oppure c’erano ma stavano spudoratamente al telefono durante le interrogazioni. E i criteri di selezione hanno seguito i percorsi più disparati, con la verifica di valutazione che è stata cambiata dopo due anni e domande meccanicamente ripetute senza alcun criterio dopo un minuto. E’ mancata una cabina di regia. Sono venuti meno il controllo e la vigilanza. Il risultato, che è sotto gli occhi di tutti, è stata una clamorosa e inaccettabile disparità di trattamento fra i docenti candidati alla dirigenza scolastica. il trattamento loro riservato è stato umiliante. Sappiamo tutti come sia difficile gestire una scuola, specie durante il periodo buio e tempestoso della pandemia. Quelli che dovrebbero essere fari della scuola nel territorio sono stati mortificati”.

Il Covid, come accade sempre nelle fasi di shock della storia, mette in evidenza tutte le fragilità e le debolezze che si sono accumulate negli anni. Questo inizio di secolo è fondato e strutturato sulle disuguaglianze”. Inizia così l’intervista a Francesca Re David, Segretaria Generale della FIOM CGIL che conclude: ”La disuguaglianza si fonda sulla disumanità. Quando non si vedono più i volti delle persone, quando i lavoratori immigrati diventano strumenti e numeri, siamo molto vicini al fascismo. Quando ci si impoverisce e qualcuno mette gli ultimi della scala gli uni contro gli altri, abbiamo visto nella storia come è andata a finire. Quindi, Salvini mi fa paura”. “Salvini è un pericolo per se stesso” aggiunge Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico. L’opposizione di Enrico Letta a Salvini segna una svolta nella politica del PD o è ordinaria amministrazione in attesa di un Congresso che, a dir la verità, non sembra dietro l’angolo commenta Antonello che in una recente incontro con la senatrice Anna Rossomando aveva potuto constatare che il congresso dei Democratici non è all’ordine del giorno: “Il Segretario con tutto il partito sta facendo un buon lavoro in un momento cruciale quale è quello dell’approvazione del Recovery e della destinazione dei suoi fondi” aveva affermato la senatrice e le fa eco l’on.le Quartapelle: “Per quanto stiamo lavorando, per quanto sta lavorando il Segretario e per come questa nostra attività viene recepita nei circoli, credo di poter dire che è più avvertita la necessità di un Pd che funzioni sia a livello locale che centrale piuttosto che una discussione congressuale che aleggia e non si fa mai”. Ad Antonello non rimane che tornare sul tema dei rapporti tra PD e Cinque Stelle anche se al momento cosa sia e chi esprime la politica dei grillini non è dato sapere. “L’alleanza con i Cinquestelle, sbandierata a destra e a manca, sembra arretrare in vista delle elezioni amministrative dove andrete pressoché dappertutto da separati in casa”, fa notare Antonello alla senatrice. “Il rapporto con i Cinquestelle che è iniziato con il Conte due e che, superando anche alcune difficoltà, è andato avanti e si è consolidato, a mano a mano che a mano che si approntavano soluzioni concrete ai problemi drammatici del Paese. Ci sono città come Torino e Roma, nelle quali siamo stati l’opposizione e, quindi, non si può non tener conto delle singole realtà territoriali”, aveva risposto la senatrice Rossomando e Lia Quartapelle conferma: “non ci siamo presentati mai insieme ai Cinquestelle nelle elezioni locali, che hanno una dinamica molto diversa anche dal punto di vista della legge elettorale rispetto a quelle nazionali e regionali. Credo che, piuttosto che fare delle alleanze forzose, sia giusto che ciascuno si presenti con le proprie idee. A livello nazionale è più semplice stringere un’alleanza perché, a di là della diversa legge elettorale, abbiamo una esperienza comune di governo, a cui fare riferimento. A livello locale siamo sempre stati reciprocamente forze di governo e di opposizione. E’, quindi, difficile convergere in prima istanza su un progetto comune ed è più schietto e onesto, anche nei confronti degli elettori, non individuare a tutti i costi un candidato unitario. Poi è risaputo che il meccanismo del secondo turno consente una convergenza successiva degli elettori verso i progetti che sentono più affini”.

“Sono in competizione alle elezioni amministrative e lo saranno anche alle politiche”, è stata la sentenza che Massimo Cacciari ha consegnato ad Antonello.

“Ci troviamo dentro una situazione paradossale – osserva Francesca Re David – Noi siamo stati l’unico Paese che ha deciso il blocco dei licenziamenti e questo grazie al protagonismo dei lavoratori. Il paradosso è che, mentre i sostegni continuano ad andare avanti, l’unico provvedimento messo in discussione è il blocco dei licenziamenti e solo per l’industria, dove la cassa integrazione si paga, perché aziende e lavoratori versano contributi specifici per la cassa integrazione. Proprio l’altro ieri ho visto un protocollo, secondo il quale i lavoratori dell’industria saranno gli ultimi ad essere vaccinati. Gli ultimi vaccinati e i primi licenziati. Non esiste un salto tecnologico nella storia dell’industria degli ultimi tre secoli che non abbia comportato un intervento sugli orari di lavoro. Pensare di affrontare il cambiamento licenziando le persone e pensando a elementi di assistenza e non di rafforzamento la struttura produttiva di questo Paese è secondo noi una follia”.

A Todi nella Sala delle Pietre del Palazzo del Popolo fino al 23 maggio è possibile ripercorrere attraverso le foto di Rino Barillari, fotografo, soprannominato il re dei paparazzi, la storia d’Italia dalla Dolce Vita a oggi…60 anni di storia patria. “E’ un viaggio nel tempo – racconta Barillari – Il caleidoscopio di sessantuno anni di carriera. Le dive della Dolce Vita ci sono tutte. Liz Taylor, Ava Gardner, Brigitte Bardot e tanti altri personaggi che nel bene e nel male hanno fatto di Roma la capitale mondiale di un’epoca irrepetibile.  Da via Veneto a via Condotti e Piazza di Spagna, tutto il mondo parlava di Roma, la Hollywood sul Tevere. Di una città nel pieno del suo splendore che negli studi di Cinecittà produceva più di trecento film all’anno. Per qualsiasi personaggio del mondo venire a Roma era come venire a ricevere una benedizione. La città dei Sette Colli, la città delle Chiesa, la città dove non c’era ancora il divorzio, dove non ci si poteva baciare per strada e non ci si poteva truccare, ma la città del raduno perenne delle celebrità, degli scatti dei paparazzi, del gusto della vita, dell’esibizione, del desiderio di rompere gli argini e trasgredire. E’ cambiato tutto. Non cambiamo noi. Cambia la società”.


Antonello Sette nasce a Roma e ne è notoriamente orgoglioso. Si laurea, suo malgrado, in Giurisprudenza. Per far felice suo padre è dapprima dirigente del Ministero della Ricerca Scientifica e Consigliere di Amministrazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Poi, per insana passione, si trasforma in un giornalista a tempo stracolmo.

Diventa pubblicista grazie agli articoli, ed è un unicum, scritti per Lotta Continua e conserva gelosamente le pagine degli editoriali, in cui il suo nome compare accanto a quello di Leonardo Sciascia. Poi ha ripetutamente scritto per Epoca, Reporter, dove conosce Giuliano Ferrara, il Manifesto, l’Indipendente di Vittorio Feltri, l’Espresso, Il Foglio, Special, diretto da Gianni Minà che lo trascina di forza nel mondo dorato della televisione, che sarà il suo per quasi trent’anni. Debutta nel lontano 1988 a Domani si gioca su Raitre. Nello stesso anno inizia una feconda collaborazione con Ferrara a Il Testimone, in onda su Raidue. Seguono, sempre con Ferrara, come autore e inviato, Il Gatto (Canale5) e L’Istruttoria (Italia1).

Si separa momentaneamente da Mediaset per dar vita, come co-ideatore, coautore e inviato, alla prima edizione della poi eterna Porta a Porta (Raiuno).

Torna in Mediaset, dove per contratto si vede costretto a diventare un giornalista professionista, ed è poi in frenetica successione: caporedattore del Tg Studio Aperto (Italia1) e poi autore e inviato di Giorno per Giorno di Alessandro Cecchi Paone (Italia 1), Miracoli di Piero Vigorelli (Rete 4), Visto da Sud di Paolo Guzzanti (Italia 1) Claudio Martelli Racconta (Italia 1), Mattino 5 (Canale 5), Pomeriggio 5 (Canale 5), Domenica Live (Canale 5). Coinventa, infine, Quinta Colonna (Rete 4), ma non è l’impresa, di cui andrà più fiero.

Ha collaborato con Vittorio Sgarbi, provando a trasformarlo in un conduttore a trecentosessanta gradi. Il tentativo naufragò miseramente dopo il primo blocco del numero zero de Il Giudizio Universale, per manifesta indisciplina dell’aspirante conduttore.

Ha scritto Campioni senza valore, Ponte alla Grazie 1989, che fece esplodere lo scandalo del doping nello sport italiano, il best sellers Osama Bin Laden, il terrore dell’Occidente, Fazi Editore 2001, tradotto anche in Romania e Giappone (con tanto di minuziosa biografia in videogrammi, come tutto il resto) e Sutri Remota e Assoluta, Palombi Editori 2020. È coautore del docufilm Il mio nome è Alzheimer, che ha vinto il Premio Speciale della giuria al Ferrara Film Festival 2020. Da settembre 2020 collabora con l’Agenzia SprayNews, diretta da Monica Mcchioni per cui realizza e pubblica cinque interviste alla settimana.

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Giampaolo Sodano

Artigiano, mastro oleario, giornalista e dirigente d’azienda, Giampaolo Sodano è nato a Roma. Prima di vincere nel 1966 un concorso ed entrare in Rai come funzionario programmi svolge una intensa attività pubblicistica come critico letterario e cinematografico. Nel 1971 è giornalista professionista. Nel 1979 è dirigente d’azienda della RAI. Nel 1983 è eletto deputato al Parlamento. Nel 1987 torna all’attività professionale in RAI ed è nominato vice-presidente e amministratore delegato di Sipra e successivamente direttore di Raidue. Nel 1994 è direttore generale di Sacis e l’anno successivo direttore di APC, direzione acquisti, produzioni e coproduzioni della Rai. Nel 1997 si dimette dalla RAI e diventa direttore di Canale5. Una breve esperienza dopo della quale da vita ad una società di consulenza “Comconsulting” con la quale nel 1999 collabora con il fondo B&S Electra per l’acquisizione della società Eagle Pictures spa di cui diventa presidente. Nel 2001 è eletto vicepresidente di ANICA e Presidente dell’Unidim (Unione Distributori). Dal 2008 al 2014 è vicepresidente di “Sitcom Televisione spa”. E’ stato Presidente di IAA. Sezione italiana (International Advertising Association), Presidente di Cartoons on the bay (Festival internazionale dei cartoni animati) e Presidente degli Incontri Internazionali di Cinema di Sorrento. Ha scritto e pubblicato “Le cose possibili” (Sugarco 1982), “Le coccarde verdemare” (Marsilio 1987), “Nascita di Venere” (Liguori editore 1995). Cambia vita e professione, diventa artigiano dell’olio e nel 1999 acquista un vecchio frantoio a Vetralla. Come mastro oleario si impegna nell’attività associativa assumendo l’incarico prima di vicepresidente e poi direttore dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO). Con sua moglie Fabrizia ha pubblicato “Pane e olio. guida ai frantoi artigiani” e “Fuga dalla città”.

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