Sindaci, gabbiani e cinghiali

Drammaticamente bisogna prendere atto che non si può seguitare a parlar male della Sindaca Raggi, perché è come sparare sulla Croce Rossa.  Lo stesso vale per il suo partito romano. Fece meglio Marino, che nessuno rimpiange, ed il PD dell’epoca che ebbe il coraggio di porre fine a quel disastro. Neanche Grillo che ha fondato il suo movimento  sulla guerra ai potenti incapaci, riesce più a governare la tragedia romana, o forse non vuole. Ha preso atto che governare è diverso da contestare e se la contestazione la può fare anche con una banda di ragazzini purché riescano a strillare, la stessa banda non è adatta a compiti operativi dove ci vuole capacità politica e professionale.

C’è stata, per capirci, la prova del nove, ossia il clamoroso insuccesso dei Grillini alle elezioni amministrative. Un partito che dovrebbe governare il paese, non solo non ha portato i propri candidati al successo né ai ballottaggi, ma addirittura ha perso clamorosamente le città che nel giro precedente aveva conquistato, come Livorno e Civitavecchia. La gente ha capito ed ha cambiato strada. Grillo è fuori, forse si è reso conto per tempo che a lui oltre la contestazione gli spetta il teatro, sempre meglio della solitudine.

Dunque è inutile sparare sulla Raggi. Non c’è dubbio che per lei è auspicabile il ritorno all’avvocatura, allo studio Previti, al recupero crediti delle ASL. Meglio nascondersi dopo le figuracce: Marrazzo è fuggito in Israele, Marino in America, la Polverini si è nascosta in Parlamento forse alla ricerca di un vitalizio per la vecchiaia. Alemanno  più che un nascondiglio cerca un ruolo perché il vitalizio già lo ha!

Intanto la città è sommersa di rifiuti. Una volta si diceva che a Roma avevano vinto i topi, tanto erano grossi e numerosi, ora indubbiamente hanno vinto i gabbiani che hanno scoperto che la pesca nei cassonetti e meno faticosa di quella nel mare e nel fiume: seguendo il Tevere hanno occupato i quartieri  rivieraschi della città, ma i più coraggiosi hanno risalito i colli.

Vita dura per gli extracomunitari e gli zingari che frugavano nei cassonetti, oggi ci sono i gabbiani di guardia e sono feroci con loro becco aguzzo e tagliente. Bisognerà avvertire il Ministro dell’Interno perché ci vorrà un altro decreto sulla sicurezza!

Gabbiani in città

I piccioni intanto sono spariti perché hanno capito che con i gabbiani era una partita persa. Ed anche gli stormi, che riempivano di guano le zone alberate , devono avere cambiato percorso. Invece alla periferia della città sono comparsi cinghiali, famiglie intere, mamme con i piccoli che fermano il traffico e distruggono le reti di recinzione. La caccia è chiusa, chi spara al cinghiale in questi mesi rischia gravi sanzioni, multe salate, il sequestro dell’arma.

Secondo i decreti sicurezza meglio sparare sui ladri, anche se disarmati e meno feroci dei cinghiali! Ma dove andremo a finire di questo passo?

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Eugenio Santoro

Presidente Fondazione San Camillo- Forlanini - Roma

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