«Poveri trentenni. Chi glielo spiega, a una generazione convinta che tutto quel che accade nel suo tempo stia accadendo per la prima volta, che una volta il problema dell’immigrazione in Italia era rappresentato dagli albanesi? Che una volta le navi, invece di limitarci a non farle attraccare, le speronavamo? Che quella volta lì, era la primavera del 1997, la nave si rovesciò, e morirono un centinaio di persone?
Ci ripensavo ieri. Non a come spiegarlo ai millennial, figuriamoci, quelli li do per persi. Ma a come rispondere ai miei coetanei, che trasecolano all’idea che goda d’una qualche considerazione Giuseppe Conte, il segnaposto che ora governa col Pd, ma prima governava con Salvini, quel bruto destrorso che ha fatto i decreti sicurezza. Come si fa a ricordarglielo garbatamente, a quelli che a quell’epoca c’erano, che, quando affondammo disinvoltamente un centinaio d’albanesi, al governo c’era l’Ulivo, e che già allora le nostre critiche non dipendevano dalle azioni ma da chi le compiva?» [Soncini, Linkiesta].
Ciao a tutti, amiche e amici di "I bei libri come ciliegie". Spero abbiate un…
Dopo Sebastiano Zanolli ho pensato di chiedere a Roberta Zantedeschi il suo punto di vista…
Mi sono spesso chiesto se è possibile essere uomini e femministi, e la risposta rapida…
Diciamocelo subito chiaramente: un libro, da solo, non ha le braccia per smantellare un sistema…