Anteprima News

Trump attacco con gli hacker all’Iran, poi propone accordo

Donald Trump ha sferrato un cyber attacco all’Iran. Ha colpito il gruppo di intelligence che i servizi segreti Usa credono sia dietro all’attacco alle petroliere nel Golfo dell’Oman.

Stando ai media internazionali, gli hacker hanno disabilitato i sistemi informatici che controllano i lanciamissili dei pasdaran. L’entità dei danni, dicono gli esperti, non è ancora calcolabile.

Gli attacchi sono stati compiuti giovedì, dopo che il presidente aveva fermato i raid aerei per evitare l’uccisione di 150 persone, in risposta all’abbattimento del drone. Il Post: «Gli Stati Uniti sono ora preoccupati che l’Iran possa rispondere lanciando propri attacchi informatici contro i sistemi statunitensi, una cosa già successa in passato. Christopher Krebs, direttore del dipartimento per la Sicurezza informatica e delle infrastrutture statunitensi (Cisa), ha detto che generalmente le intrusioni dell’Iran nei sistemi americani non si limitano a sottrarre dati e denaro, ma cercano anche di cancellare blocchi di informazioni e danneggiare l’intero sistema».

Intanto sabato Trump ha promesso per oggi nuove sanzioni all’Iran con toni molto duri, salvo poi spiazzare tutti aprendo a un nuovo accordo sul nucleare al grido di «Let’s make Iran great again». Trump ha detto che se gli ayatollah rinunceranno al nucleare, l’Iran potrà tornare a essere una grande Nazione: «Non avranno mai la bomba atomica, e quando saranno d’accordo su questo io diventerò il loro migliore amico».


Ieri in parlamento i deputati iraniani hanno intonato il canto Morte all’America. Spiega il vicepresidente del parlamento Masoud Pezeshkian: «L’America è il vero terrorista che diffonde il caos, fornisce armi avanzate ai gruppi terroristici e ancora dice “venite, negoziamo”». 

Condividi
Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

Ultimi articoli

Devo scrivere le mie cose private su LinkedIn?

Il LinkedIn Top Post di oggi è di Emanuela Spernazzati. "Devo scrivere le mie cose…

6 Dicembre 2022

Bankitalia boccia la manovra

Bankitalia boccia la manovra. È contraria ai pagamenti in contanti, alla flat tax e all’abolizione…

6 Dicembre 2022

Il marketing fa tutte queste cose? Veramente qualcosa in più…

Il LinkedIn Top Post di oggi è di Nemanja Zivkovic e ci mostra un grafico…

5 Dicembre 2022

Il petrolio russo al bando

Il Consiglio dell’Unione europea ha trovato un accordo sul tetto al prezzo del petrolio russo,…

5 Dicembre 2022

Che cosa rappresentano per voi i libri?

Questa settimana ho deciso di fare un viaggio assieme a voi attorno al significato che…

4 Dicembre 2022

Si può lavorare e studiare allo stesso tempo?

Dovete provarci! Se vi racconto la mia esperienza personale, posso dirvi che da ragazzo volevo…

2 Dicembre 2022