Sfogliando il New York Times

Un altro vaccino contro il virus

SFOGLIANDO IL NEW YORK TIMES DEL 17/11/2020

Un altro vaccino  contro il virus. I dati iniziali da Moderna suggeriscono che è effettivo al 94,5 %. La casa farmaceutica MODERNA ha annunciato ieri che il suo vaccino è efficace al 94.5 % dei casi, e che nelle prossime settimane chiederà all’ente di controllo (Food and Drug Administration) l’autorizzazione a cominciarne l’uso, dando la priorità alla gente a più alto rischio, come i lavoratori della sanità e malati residenti nelle case di cura. Moderna ha detto che sarà in grado di produrre e distribuire circa 20 milioni di dosi prima della fine di dicembre. Quantità sufficienti per coprire il pubblico in generale, sia per Moderna che per Pfizer, dovrebbero essere disponibili a fine aprile. Un importante vantaggio del vaccino di Moderna è che può essere conservato a temperature da normali frigoriferi per 30 giorni e anche a temperatura ambiente per 12 ore, mentre quello di Pfizer esige temperature bassissime ottenibili solo con strumenti specializzati, che rendono la distribuzione molto piu’ complicata. Guardando al futuro, un professore di Harvard ha detto: “ Il fatto che due vaccini diversi prodotti da due compagnie diverse e con diverse strutture siano entrambi cosi’ effettivi ci conferma il concetto che questa è la giusta strategia non solo per il covid ma anche per future minacce di infezioni”.

PRIMA PAGINA

–       Il ritardo nella transizione può costare vite, Biden ammonisce. Cambio di tono mentre Trump si rifiuta di pianificare la distribuzione del vaccino. Biden ha acuito il tono delle critiche a Trump dicendo che più gente morirà di coronavirus se il Presidente non accetta di coordinare  i piani per la distribuzione di massa del vaccino appena sarà disponibile”. E poi: “La distribuzione a centinaia di migliaia di Americani è un’enorme, enorme, enorme impresa. Se dobbiamo aspettare fino al 20 gennaio per cominciare a pianificarla restiamo molto indietro. Più gente morirà, se non coordiniamo”.

–      Si dice che Trump abbia parlato di attaccare l’Iran. In un incontro nel suo ufficio giovedì scorso, Trump ha chiesto ai suoi consiglieri anziani se c’erano delle opzioni per attaccare il centro nucleare dell’Iran nelle prossime settimane. I presenti, che includevano il vice-presidente Pence, il ministro degli esteri Pompeo, il ministro-nominato della difesa Miller e il “capo” dei militari Milley, hanno detto che un attacco all’Iran sicuramente si estenderebbe a un ben maggiore conflitto, probabilmente mondiale. La riunione è finita con la comune sensazione che i consiglieri avevano convinto Trump a rinunciare . Ma nella sua follia, che sembra peggiorare di giorno in giorno, Trump potrebbe benissimo pensare che una guerra di quel livello manderebbe a monte le elezioni.

–      I turisti amano New York, ma potrebbero non tornare per anni.  Il coronavirus ha provocato una caduta verticale del turismo a New York City, una della attrazioni piu’ popolari del mondo (66,6 milioni di visitatori nel 2019) e secondo molti esperti ci vorranno almeno 4 anni per tornare come prima. Il collasso del turismo è stata la ragione principale per cui l’economia di New York è stata colpita più duramente che in altre città.

–      L’Ungheria e la Polonia bloccano il piano di aiuti dell’Europa. Battaglia sui valori della democrazia. Quando i leaders europei annunciarono il piano per rilanciare le loro ecomonie rovinate dal virus, erano d’accordo  di mettere insieme centinaia di miliardi di dollari da usare come stimolo, un audace e benvenuto salto in avanti in collaborazione mai tentato prima. Ma l’unità è stata rotta lunedì quando l’Ungheria e la Polonia si sono opposte al piano, perchè esso era condizionato al rispetto di certe regole come l’indipendenza del potere giudiziario, che le due nazioni hanno molto indebolito nella loro ricerca di eliminare la separazione dei poteri nei loro paesi.

PAGINE INTERNE

–      Vendendo i diritti petroliferinell’Artico. La Casa Bianca sta facendo un ultimo tentativo per permettere le trivellazioni per il petrolio nell’ Artic National Wildlife Refuge (Rifugio Nazionale Artico per la Fauna Selvatica)  in Alaska.  

–      Trump pianifica ritiri di truppe. Il Presidente insiste per ridurre il numero delle forze armate americane in Afghanistan, Iraq e Somalia.

–      Cancri non diagnosticati in Spagna. Sono nate numerose cause contro il sistema sanitario nazionale che avrebbe trascurato malattie “normali” anche gravi per dedicarsi a combattere il virus.

–      Il Brasile si stringe intorno al suo leader. L’atteggiamento del presidente Bolsonaro di non dare peso a tutte le raccomandate precauzioni per continuare a vivere normalmente, ha suscitato le ire di tutti gli esperti ma la sua popolarità ne è cresciuta.

–      Harley-Davidson lascia l’India. L’ icona americana aveva visto grandi promesse nel mercato più grande del mondo per le due ruote. Ma non molti consumatori se le possono permettere.

–      Lupi come linea di difesa. Scienziati dicono che i lupi sono essenziali per diminuire il mortale  spargimento di malattie croniche, perchè cacciano per primi i cervi indeboliti dalle malattie.

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Umberto Bonetti

Umberto Bonetti, nato a Torino nel 1938, laureato in legge e scienze politiche Carriera: RAI di Milano (1962/1967), RAI di Montevideo (Uruguay) (1968/1974), RAI CORPORATION (1974/2000) a New York e Los Angeles. . Dal 2000 in pensione, con vari incarichi di consulenze. Volontariato: Peace Corps in El Salvador, United Nations in Sudan, Unesco in Afghanistan, Unione Europea in Bangladesh. A New York: Metropolitan Museum, Meals on Wheels (distribuzione pasti).

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