Un “piccolo” grande nuovo parco a New York City

Una nuova attrazione turistica a Manhattan: Little Island (Piccola Isola). Non che New York City avesse avuto bisogno di una nuova attrazione, ma se uno si ritrova con in tasca 235 milioni di dollari extra, cosa ci sarebbe di meglio che far costruite un’isola-parco di 10.000 metri quadrati a 60 metri dalla sponda del fiume Hudson, con una fantastica vista di Jersey City, New Jersey, dall’altro lato del fiume?

É infatti un’ottima idea, e cosí hanno pensato nel 2013 i due benefattori: il magnate dei media Barry Diller e la stilista Diane von Furstenberg, sua consorte. E cosí, otto anni dopo, esattamente venerdí 21 maggio l’Isola é stata aperta al pubblico. Pensando di trovarci meno visitatori siamo partiti con entusiasmo di prima mattina il giorno dopo l’apertura. Quando siamo arrivati al limite ovest della 14ma strada, il parco giá brulicava di visitatori intenti a fare foto ed esprimere meraviglia, con tanti aaah! e oooh! Poi dalle 12 alle 20 era richiesta una prenotazione (sempre gratuita) per far rispettare il distanziamento sociale.

L’opera merita ancora piú oooh! se si conoscono le caratteristiche dell’isolotto, le sfide affrontate per costruirlo e la flora rappresentata, oltre al costo di manutenzione, che si aggira intorno ai sei milioni di dollari l’anno.

L’isola si regge su 280 pali di cemento che sostengono 132 “tulipani”  posizionati a diverse altezze, che vanno dai cinque ai 19 metri, a cura del designer inglese Thomas Heatherwick. Il design del giardino é invece a cura dell’architetto francese Signe Nielsen, che ha fatto piantare 114 alberi di 35 specie diverse, oltre a 270 varietá di piante adatte alle quattro stagioni. L’area non verde é rappresentata da un anfiteatro con 687 posti e da una zona ristoro. La direttrice del parco é l’italo-americana Trish Santini (di origini napoletane).

Una delle sfide affrontate é stato trattare con gli ambientalisti, che hanno voluto proteggere l’habitat di una specie di anguilla che vive nel fiume. A questo scopo é arrivato l’occhio vigile del governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, che per assicurare la tutela della fauna fluviale ha stanziato dei fondi per far sí che i pali del vecchio molo 54 (Pier 54) fossero lasciati in sede per preservare l’habitat.

Il Pier 54 é rimasto nella storia perché ci aveva attraccato il transatlantico “Lusitania” (poi silurato dai tedeschi nel 1915) ed avrebbe dovuto attraccare lí anche il “Titanic”.

Altri fondi, 17 milioni di dollari, sono arrivati dal Comune di New York ed altri quattro milioni di dollari dall’ente Hudson River Park; il costo totale dell’opera e’ arrivato a 265 milioni di dollari per un progetto che inizialmente doveva costarne 130.

Per quanto riguarda i benefattori della “piccola isola”, il 79-enne Diller é una mia vecchia conoscenza, che incontravo spesso a conferenze e fiere della televisione. Soggetto a frequenti attacchi d’ira, quando si arrabbiava era solito tirare cassette video addosso ai suoi collaboratori, all’epoca della sua presidenza alla Paramount, studio di Hollywood.  Diller é stato anche tra i fondatori della rete FOX (per conto di Rupert Murdoch) e oggi é presidente di IAC, un conglomerato che raggruppa societá di media che operano in 100 paesi. Dal 2001 Diller é sposato con la stilista belga 74-enne Diane von Furstenberg (ex moglie del principe tedesco Egon von Furstenberg).

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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