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Una nuova spedizione al Polo Nord

Articolo redatto in collaborazione con Accademia Kronos.

400 scienziati, tra i quali 2 italiani, sono partiti per l’artico su una nave che resiste a tutto. Giunti a destinazione si sono lasciati intrappolare dal pack spengendo i motori e lasciandosi andare alla deriva in balia di venti e correnti: solo così potevano trovare le risposte che cercavano. L’apripista di questa avventura risale a quasi 40 anni fa: nel 1983 Nansen, esploratore norvegese, si fece trascinare fino al Polo Nord, ma poi dovette rientrare su una slitta trainata da cani vistisi imprigionato fra i ghiacci.

L’Artico è un immenso mare di ghiaccio senza terra, tanto che in passato si è tentato di costruire sulla banchina una piattaforma di studio temporaneo per le esplorazioni. Oggi con i ghiacci che si sciolgono continuamente non conviene più questo tipo di intervento e si preferisce operare con laboratori galleggianti. I primi risultati delle indagini condotte in situ sono veramente allarmanti: ghiaccio di spessore dimezzato rispetto a 40 anni fa, temperature invernali alzate di 10 gradi in un secolo, correnti marine ed atmosferiche che hanno portato fino al Polo Nord inquinamento, smog, residui di incendi. L’unico motivo di consolazione il candore della banchina, ma come si dice “l’abito non fa il monaco”.

L’impresa induce una riflessione: viste le tecnologie avanzate che ormai ci consentono di scrutare da remoto gli angoli più lontani della terra ha ancora senso parlare di spedizioni di questo tipo? A questa domanda le risposte non sono univoche, ma la maggioranza dei ricercatori ritiene che i  dati rilevati debbano essere adattati a modelli matematici previsionali che non possono prescindere da campionamenti in situ. Questi sono stati realizzati con tutti i mezzi possibili(elicotteri, droni, gommoni, slitte fino a palloni aerostatici riempiti di elio utilizzati per misurare la quantità di CO2 nell’aria ed anche l’intensità della radiazione solare) in genere attraverso carotaggi. I campioni prelevati di ghiaccio ed acqua hanno consentito le conclusioni prima riassunte.

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