Anteprima News

Alla sbarra: abusava dei chierichetti

Ascolta il podcast

«In Vaticano di notte calava la paura. Nel seminario dei chierichetti del Papa a palazzo San Carlo, addossato all’ingresso del Perugino, tra la caserma della gendarmeria e Santa Marta, si aggirava l’orco più subdolo. In mondovisione, di giorno, in abito talare nella basilica di San Pietro, Gabriele Martinelli aiutava il Papa nelle celebrazioni eucaristiche. Si genufletteva devoto di fronte a Benedetto XVI. Poi all’imbrunire, ecco come si trasformava. Da predatore solcava gli sterminati corridoi del dormitorio, braccava le sue vittime, quei ragazzini raggomitolati nelle brande delle camerate, immobili, protetti solo da un lenzuolo. I chierichetti udivano i passi sino alla porta della camera del prescelto che chiameremo Paolo. Martinelli consumava i suoi abusi sessuali, saziava desideri e perversioni. Per poi riprendersi e tornare mite e ossequioso, e affacciarsi così a un nuovo giorno nei sacri palazzi come se nulla fosse, con gli alunni ministranti nella Basilica di San Pietro che correvano alla scuola parificata di sant’Apollinare, alcuni con il cuore in gola.

La vittima ha subito questa vessazione per interminabili notti, mesi, anni. A fianco a lui, Kamil Jarzembowski, il compagno polacco di stanza, rimaneva silente, atterrito, cercando il modo di affrancare la vittima dalla schiavitù. E quando osava puntare l’indice contro Martinelli, il preside del preseminario San Pio X, l’allora monsignore Enrico Radice, reagiva con fermezza per proteggere il suo innocente, intoccabile, prediletto, diventato poi sacerdote come se nulla fosse. È questa la terrificante ricostruzione che il promotore di giustizia vaticano oggi contesta a Martinelli, 29 anni, nato a Chiavenna, ordinato in diocesi di Como il 10 giugno 2017, e a Radice, rettore dominus indiscusso, della scuola dei chierichetti del Papa per 12 anni» [Nuzzi, Sta].

Uefa: stadi aperti al 30%

Dopo la sperimentazione nella Supercoppa giocata a Budapest il 24 settembre, il Comitato Esecutivo della Uefa ha deciso di consentire il parziale ritorno dei tifosi negli stadi nelle competizioni europee, qualora le leggi locali lo permettano, a partire dalle partite delle nazionali della prossima settimana. Gli stadi potranno ospitare spettatori fino al 30% della capienza. Non sarà ancora consentito l’ingresso dei tifosi ospiti.

Condividi
Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

Ultimi articoli

Lavoro è collaborazione

Il Linkedin Top Post di oggi è di Sebastiano Zanolli.

14 Aprile 2026

Parlando con Roberta Zantedeschi

Dopo Sebastiano Zanolli ho pensato di chiedere a Roberta Zantedeschi il suo punto di vista…

10 Aprile 2026

Femminismo e gli uomini

Mi sono spesso chiesto se è possibile essere uomini e femministi, e la risposta rapida…

3 Aprile 2026

PUÒ UN LIBRO RISOLVERE IL PROBLEMA DEL GENDER PAY GAP O DEL PATRIARCATO?

Diciamocelo subito chiaramente: un libro, da solo, non ha le braccia per smantellare un sistema…

2 Aprile 2026

L’inganno dei confini

Il focus del libro di Simone G. affronta il tema dei confini non solo in…

30 Marzo 2026