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Cinque domande (libere e brutali) ai partecipanti agli Stati Generali dei Liberali Italiani

Questo articolo è il seguito de “Gli Stati Generali dei Liberali: Il contributo scritto“, pubblicato ieri.

Prima domanda

Se avete capito (e condividete) che è lecito lasciare “aperte” le porte di casa propria ma è del tutto fuori luogo pretendere che si aprano anche le porte di casa altrui; se sospettate (e dovreste farlo) che tale pretesa, motivata da ragioni “buonistiche”, sia diretta in realtà a favorire la politica di un certo capitalismo finanziario di cui chi vi fa la richiesta è parte integrante per le grandi quantità di denaro accumulata nelle sue casse; se ritenete (non fasciandovi la testa, per beghe di mestieranti della politica) che chi ha intravisto l’esatta realtà delle cose (ma, purtroppo, senza la lucidità necessaria, impedita da una mente incline all’irrazionalità e volta a credenze, riti magici, a sogni e orpelli fantasiosi) ha bisogno che sia resa credibile con argomenti logici la sua confusa intuizione; se queste premesse vi convincono almeno in parte, perché, da laici, quale dite di essere, non avversate le pretese ingerenze di uno Stato Estero, invasivo e impertinente, e di un’avida congrega di Finanzieri stranieri negli affari italiani e non date sostanza razionale a quella “confusa intuizione” altrui, liberandovi, per giunta, da quel destino di mosca cocchiera sul groppo di cristiani e socialisti, più o meno democratici, che vi ha quasi fatto scomparire dalla vita politica dei Paesi dell’Eurocontinente? Che cosa vi suggerisce di “accodarvi” a partiti che sono sostenuti economicamente dal credito (e non solo) delle banche e aiutati dal sistema mass-mediatico in mano dei Paperonidella Finanza, perché contrari a ogni turbamento dello status quoe favorevoli al suo mantenimento, costi quel che costi ai Paesi caduti nella trappola di un’Unione di Tecnocrati? E che cosa vi induce a sperare che la gente, sapendovi, sul problema dei rapporti con l’Unione Europea, sulle stesse posizioni degli ex democristiani e dei post-comunisti voti per voi e non per quelle due, ben più motivate e decise, forze di massa? Siete veramente convinti che continuando a recitare il rosario, sostituendo a un mistero gaudioso la formula: “più Privato e meno Stato” e mostrando, allo stesso tempo, sia pure in modo falsamente pudico, grande considerazione per la cultura della “gauche” sottrarrete consensi a democristiani e comunisti?

Seconda domanda

Vi siete mai chiesti perché nella parte continentale dell’Europa sono mancate, e soprattutto mancano, grandi tempre politiche come quelle di Winston Churchill, di Margareth Thatcher, di Donald Trump (e a quanto sembra promettere) di Boris Jonhson (per limitarci agli esempi più recenti, che, certamente, non possono piacere a chi ne invidia la forte personalità) e sono, invece, allignati (sperando che, in futuro, ci siano risparmiati) tiranni spietati (enumerarli è inutile) o uomini politici da barzelletta, spesso teleguidati da burattinai stranieri? Può darsi che abbiano la loro parte di colpa sia le radici giudaico-cristiane sia la mancata memoria del luminoso mondo greco-romano, vero faro di civiltà nell’evo antico, empiristico, razionale, pragmatico, concentrato sulla realtà sperimentabile e lontano da astratte visioni metafisiche e “salvifiche”?

Terza domanda

Per quanto tempo ancora, ritenete che i popoli dell’Eurocontinente assisteranno al solito spettacolo di leadere uomini politici comprimari del cosiddetto liberalismo continentale che si affannano a spiegare ai postulanti-elettori che i trattati internazionali vanno rispettati (pacta sunt servanda) e dimenticano il verso: Figliol mio, codeste istorie le so ben, le ho lette anch’io…. E perchè da “amanti della libertà” degli individui (e, augurabilmente delle collettività organizzate che da individui sono formate) non assumete un deciso e chiaro impegno politico perché le norme restrittive siano modificate e si riallarghino, i margini di sovranità dello Stato, cui appartenete (e apparteniamo)…. possibilmente non “a babbo morto”, (come dicono i toscani)? E perché, da uomini liberi, vi accodate, oggi come ieri (nel secondo dopoguerra italiano) ai fideisti democristiani e ai fanatici post-comunisti?

Quarta domanda

Perchè continuate a mantenere un tale atteggiamento “pilatesco” a fronte di una richiesta che, sia pure in via indiretta, è anche, se non soprattutto, a tutela di un diritto individuale di libertà d’iniziativa economica che dovrebbe essere al centro di un pensiero veramenre liberale? Perché non ammettete che l’autonomia e l’indipendenza degli Stati Euro-continentali subisce forzature senza precedenti nella storia del vecchio continente con forme mascherate di vere e proprie “colonizzazioni” e soprattutto con appropriazioni brutali e fraudolente di beni di un Paese da parte di un altro (per l’Italia: industria pesante, catene commerciali dagli alimentari ai beni di lusso e altro); e ciò, in forza di marchingegni disciplinati da quei trattati internazionali in corso di validità che vi rifiutate di cambiare, non denunciando neppure a chiare lettere la complicità frequente di uomini politici (corrotti o stupidi?) degli stessi Paesi “espropriati”?

Quinta domanda

Che cosa pensate che possano fare gli Euro-continentali che vorrebbero cambiare le cose e mutare normative ed equilibri tra i vari Stati membri se siete proprio voi, liberali, a rifiutarvi di fare una battaglia che consentirebbe all’Italia di risalire la china e ritornare a essere una delle maggiori potenze industriali del pianeta? Perché da uomini amanti della libertà (e con voi i Confindustriali) vi rifiutate di vedere che la classe imprendoriale italiana è stufa di elemosinare crediti dalle banche mondiali ed europee e che la gente è stanca di dover accogliere “schiavi del terzo millennio” per mantenere in piedi manifatture zoppicanti? Fino a quando, nel vostro (dichiarato ma non osservato) intento di difendere la libertà d’iniziativa economica dei singoli, compromessa dalle misure costrittive e restrittive dell’Unione Europea, continuerete a usare con snobistico disprezzo termini come “sovranisti” e “populisti”, senza rendervi conto: a) che i primi a dover difendere la sovranità-libertà degli Stati, anche a garanzia dei diritti dei singoli, dovreste essere proprio voi, per la vostra identità liberale; b) che il terminepopulusin latino è l’esatto equivalente di quello greco demose che disprezzare il popolo non è da liberal-democratici?

Stati generali dei liberali

Conclusione di un liberale “sciolto”e senza legami di partito

Ciò che è avvenuto di recente in Italia, costituisce la prova più evidente che i tecnocrati di Bruxelles e gli ispiratori della loro politica di Wall Street e della Citynon intendono subire altri smacchi oltre quelli inferti loro dalla Brexite da Donald Trump e non vanno troppo per il sottile se devono intervenire (tanto il sostegno dei mass-mediaè garantito!).
Una cosa è la regola del pacta sunt servanda altra cosa è la politica furbesca degli Stati-membri dell’Unione Europea che rifiutano, persino, ogni discussione sul cambiamento (se non si tratta di “pannicelli caldi”). L’impresa degli Stati Generali è seria ma molto disperata.
Non può dare risultati apprezzabili se farà registrare soltanto qualche isolata vox clamans in deserto. E ciò non solo per colpe degli over75, come dice Gianni. E’ vero, però, che solo i giovanissimi possono lavorare in una direzione utile più che allo svecchiamento del partito, alla nascita di una realtà nuova, con leadership non compromesse dalla “politica-politicante”.
E ciò le nuove generazioni dei millennials possono fare, avendo un forte aiuto:

a) da un ridimensionamento della carta stampata e della radiotelevisione, entrambe sotto il dominio delle Banche;

b) dal doppio beneficio della navigazione on linee della produzione di film e serialanglosassoni, liberi e disincagliati dalla cosiddetta “cultura tradizionale”, strapiena di idee tanto antiquate quanto false.

Solo a processo compiuto, idest a unità dei liberali su basi anglosassoni, empiristiche, laiche, pragmatiche, sovranistee populiste (nel senso corretto e non distorto dal politichese di provincia), l’Occidente potrà ancora riunirsi e proseguire, unito, su una “strada” non più disturbata nè da favole e utopie né dalle deleterie lusinghe di un capitalismo asfittico perché prevalentemente monetario.

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Luigi Mazzella

- Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale - Ex Ministro per la Funzione Pubblica - Avvocato Generale dello Stato emerito - Scrittore e giornalista ATTIVITA’ SVOLTE: 1 – Direzione di pubbliche istituzioni nazionali e regionali svolta in modo autonomo: a) Commissario Straordinario alla Gestione Autonoma dei Concerti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1974 al 1978 (nominato dal Ministro dello Spettacolo On. Adolfo SARTI). b) Commissario Governativo dell’Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico” dal 1979 al 1986 (nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione Sen. Giovanni SPADOLINI). c) Commissario Straordinario dell’IDISU (poi ADISU) Università di Tor Vergata di Roma, dal 1993 al 1997, nominato dalla Regione Lazio. d) Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale del Lavoro – Sezione Autonoma di Credito Cinematografico (SACC) dal 1984 al 1990. e) Vice Presidente del Consiglio Direttivo dell’Accademia Filarmonica Romana, plurisecolare istituzione musicale di rilevanza nazionale. f) Membro del Consiglio Direttivo dell’Ente Autonomo “La Biennale di Venezia” per due mandati consecutivi. 2 – Incarichi direttivi in Gabinetti Ministeriali: a) Vice Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1970 al 1973 (Vice Capo di Gabinetto). b) Ministero dei lavori pubblici dal 1973 al 1975 (Capo dell’Ufficio Legislativo). c) Ministero della difesa dal 1979 al 1983 (Consigliere Giuridico del Ministro). d) Ministero per il turismo e lo spettacolo dal 1983 al 1985 (Capo di Gabinetto). e) Ministero dell’ambiente dal 1986 al 1987 (Capo di Gabinetto) f) Ministero delle aree urbane dal 1987 al 1993 (Capo di Gabinetto). 3 – Attività svolte in organismi internazionali e altri organismi interni: a) Membro del Comitato per i Pubblici Appalti della allora CEE a Bruxelles dal 1973 al 1975. b) Membro del Comitato Giuridico dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO-OACI) a Montreal dal 1983 al 1985. c) Membro del Comitato per gli Affari Urbani dell’OCSE a Parigi dal 1987 al 1993. d) Membro della delegazione della Cassa per il Mezzogiorno dal 1973 al 1975. e) Membro del Consiglio Superiore delle Forze Armate dal 1981 al 2002. f) Membro del Consiglio di Amministrazione dei Monopoli di Stato. g) Giudice della Commissione Tributaria Centrale dal 1992 al 2002. 4 – Attività ulteriori: a) Presidente o Membro di Commissioni di studio istituite dalla Pubblica Amministrazione (Commissione Giannini per il riordino delle forze armate, Commissione per la rilocalizzazione dei Ministeri in Roma Capitale ed altre). b) Presidente o Membro di commissioni di esame (Avvocatura dello Stato, INPS ed altre). c) Autore di saggi ed articoli su riviste giuridiche (Rassegna dell’Avvocatura dello Stato e numerose altre) e su riviste di studi politici e di cultura (“Specchio Economico”, “Politica e Mezzogiorno” “Minerva” ed altre). d) E’ iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti (Ordine interregionale del Lazio e del Molise) dal 1992. 5 – Onorificenze: a) Cavaliere di Gran Croce – Ordine al Merito della Repubblica Italiana – data di conferimento 28 gennaio 2002 b) Cavaliere di Gran Croce al Merito dell’Ordine Sovrano Militare di Malta c) Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana. d) Salernitano illustre – Camera di Commercio di Salerno e) Cittadino Onorario di Eboli - Amministrazione Comunale f) Insignito del Premio Capalbio “per lo stile nel Governo” 6 – Autore di libri: A) SAGGI SOCIO-POLITICI 1. "Cinquanta proposte di buon governo” - Marsilio Editore - 1992; 2. “L’irresistibile vento dell’ovest” - Menzione speciale al Premio Internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti”; Minerva Editrice - 2001; 3. “Recondite armonie di riforme diverse” - Premio Presidente Provincia Salerno al premio internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti” - Maggioli Editore - 2004; 4. “Le utopie possibili. Bel Paese e Buon Governo” - Premio alla carriera al Premio internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti” 2005 - Maggioli Editore - 2005; 5. “Le probabilità ragionevoli” - 2006; 6. “La passione della ragione” - Avagliano Editore - 2008; 7. “Dall’impegno al distacco” - Avagliano Editore - 2007; 8. “Casta Italia” - Avagliano Editore - 2009; 9. “Nessun dorma” - Avagliano Editore - 2010; 10. “Le luci spente dell’illuminismo” - Avagliano Editore - 2010; 11. “La forza e la frode” –Avagliano Editore 2012 12. “Il dispotismo indulgente” – Avagliano Editore - 2013 13. “EUROCRASH – Cinquanta ipotesi d’incerto futuro” – Curcio Editore 2014 14. “Debole di costituzione” – Editore Mondadori 2014 15. “Europa mia, benché il parlar sia indarno” Avagliano Editore, 2017 16. " Il decennio nero degli Italiani – Dal Porcellum al Rosatellum – Avagliano 2018 17. "Elogio del pensiero libero – Genesi Editrice 2019 B) SAGGI CINEMATOGRAFICI 18. “Il bello nel cinema” - Saggi di estetica cinematografica - Seam Editrice - 2000; 19. “Il Leone e gli Oscar” - Saggi di estetica cinematografica - Eagle Pictures editrice - 2001; 20, “Fermo immagine” - Saggi di estetica cinematografica- Premio al Festival Cinematografico di Salerno - Minerva editrice - 2001; 21. “Il cinema tra irrisione e riflessione” – critiche cinematografiche -Avagliano Editore, 2011. 22. “Voce fuori campo” – critiche cinematografiche – Avagliano Editore 2014. 23. “L’Orso e la Palma” – Istituto culturale del Mezzogiorno. 217 24. “50 film da rivedere” – Istituto Culturale del Mezzogiorno - 2018 25. "Federico Fellini- realista e visionario – Ist.Cult.Mezzogiorno 2019 C) NARRATIVA E POESIA 26. “Un gioco malandrino di finestre e balconi” - Romanzo - Premio Speciale Grinzane Cavour Cesare Pavese - Avagliano Editore - 2006; 27. “Il Chiodo nella sabbia” - Romanzo – Menzione speciale al Premio Roma - Avagliano Editore - 2008; 28. “La baia del dubbio” - Romanzo – Premio per la narrativa del Centro di psicologia Salvatore Valitutti di Salerno - Avagliano Editore - 2009; 29. “La verità dietro l’angolo – Romanzo – Premio speciale Capri 2011 - Avagliano Editore - 2011 30. “I pazzi e le smorfie” – Versi e Aforismi – 3 Edizione - Genesi Editrice 2011 31. “La Grimpeuse – Confessioni di una rampante” – Genesi editrice - 2013 32. “Grigio senza sfumature” – Romanzo – Avagliano Editore 2014 33. “ In fuga dall’intimità” – Romanzo – Avagliano Editore 2015. 34. “Canzoniere satirico” – Versi e Aforismi – Genesi Editrice 2015. 35. “Vissi d’arte” – Romanzo – Avagliano Editore 2018 36. “Fake-off” – Romanzo – Avagliano Editore 2919 37. “Tutti promossi a fine-anno” 38. “L’albero dell’ignoranza” Romanzo (in prep.)

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