Diario di una quarantena

Cara amica mia

di Assunta Del Duca

Cara amica mia,
ti scrivo per chiederti come sta la tua famiglia e per raccontarti come vanno le cose qui.
Oggi, venerdì 13 marzo fuori è tutto fermo;
la mattina non sento più le voci dei bambini che vanno a scuola e puntualmente mi fanno notare che ho fatto tardi.
Non corro più per raggiungere l’autobus perché a scuola non devo andarci,
non mi preparo più per uscire perché non posso farlo,
ma sto qui, con la mia famiglia.
Sai, in casa siamo tutti in pensiero, si parla spesso di lui, “covid-19”, ma non è quello che voglio raccontarti oggi.
Molte volte pensiamo che la nostra famiglia sia lì perché deve esserci, allora iniziamo a girovagare, la società ci chiama e ogni volta rispondiamo più in fretta possibile, non la facciamo aspettare mai.

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Nel frattempo la nostra famiglia ci osserva mentre ci allontaniamo,
mentre scappiamo via da quell’amore diventato “monotono” per colpa del poco tempo.
Ti dirò, amica mia, oggi di tempo ne abbiamo molto,
siamo a casa, siamo vicine all’amore e siamo vicine ai ricordi.
Ho notato che mamma mi guarda con lo stesso sguardo di sempre,
quello sguardo che non incrociavo così a lungo da un bel po’,
sai… ho ripercorso tutti i momenti più tristi e lei c’era sempre, proprio con quello sguardo lì.
Papà continua a ricordami che non posso uscire perché in realtà vorrebbe farlo lui, non per svago ma per correre da sua madre e passare un po’ di tempo con lei.
Sai, credo che questo terribile virus abbia portato molto timore nelle nostre case e forse è proprio “grazie” a questo che ognuno di noi sta riscoprendo l’amore,
l’amore della famiglia che diventa Casa nei momenti più difficili.
Amica, fammi sapere come stanno i tuoi cari e alla fine di tutto ricordati di venirmi a trovare,
qui tutto bene.

Dalla rubrica “Diario di una quarantena”:


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