Quando un muro non separa (pixabay.com)
Di Eleonora Prati
I giorni passano ma io sono qui, chiusa in questo mondo sospeso, e mi affaccio come sempre alla mia finestra, il mio unico spiraglio di luce in questi giorni bui. Leggo un libro ma mi fermo a pensare “e se domani mi svegliassi e d’un tratto ascoltassi una macchina con l’altoparlante che invece di chiedere di restare in casa, dicesse di uscire a festeggiare perché la “guerra” contro questo nemico invisibile è stata vinta? Poi torno in me e capisco che questo, al momento, non può accadere. Se domani scoprissi di avere anche io questo virus? Come reagirei? Sarebbe un “casino totale”. Ma sono solo pensieri frutto di angosce e paure. Voglio, invece, sperare fortemente che un “domani” ci sarà per festeggiare la fine di questo incubo abbracciandoci e cantando non più dai balconi ma nelle piazze e per le strade del mondo, tutti vicini! Intanto godiamoci questi giorni in famiglia e impariamo a convivere con noi stessi.
Dalla rubrica Diario di una quarantena:
Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato. E il mio modo di celebrarla è…
Ci sono momenti storici in cui un conflitto smette di essere "una crisi tra le…
Questa è una recensione atipica, perché atipico è “Era, ora” di Cristiano Boscato ( Post…
Quando leggo tendo ad isolarmi. Non importa se sto leggendo sul letto alla mattina appena…
In questi giorni ho cominciato a leggere l'ultimo libro di Alec Ross "The Italian Dream"…
Il LinkedIn Top Post di questa settimana parla di giovani e emigrazione.