Lettera da

La democrazia negli Usa in pericolo

Un commento su “The New York Times” del 12 dicembre, 2021 espone 5 punti principali:

  • Il Partito Repubblicano rappresenta un pericolo per la democrazia.
  • Il potere politico delle zone rurali, per la maggior parte repubblicane, é sproporzionato rispetto alla popolazione.
  • Il Partito Democratico potrebbe perdere la maggioranza sia al Congresso che al Senato.
  • La classe operaia (sia questa bianca, nera o ispanica) si sta allontanando dal Partito Democratico.
  • La politica del Partito Democratico, basata su riforme sociali radicali (come il definanziamento delle forze dell’ordine) non attira la maggioranza dei votanti.

Questi punti non sono una novità per i lettori di questa pagina, basta ricordare alcuni articoli come:

  • La sinistra ha perso il senso dell’umorismo (giugno 2021).
  • La strada tutta in salita dei Dem americani (marzo 2021).
  • La dittatura delle minoranze (dicembre 2020).
  • E per “AmericaOggi”: Usa, Alexandria Ocasio-Cortez, l’arma segreta dei conservatori? (maggio 2019, Cortez é la paladina dei radicali Dem).

Secondo il commento del “Times”, poco meno della metá degli elettori americani ha votato per Donald Trump, pertanto é logico aspettarsi che Trump si presenterá di nuovo nel 2024 ed in caso di sconfitta non ci sará bisogno di organizzare un colpo di stato perché tutto il Congresso sará in mano agli stessi Repubblicani che non hanno accettato la chiara vittoria di Joe Biden alla presidenza degli Usa.

L’autore del commento sul “Times”, l’esperto di politica Thomas B. Edsall, riporta l’opinione della professoressa di Princeton Frances Lee, sul fatto che a far rispettare la democrazia contro gli attentati di Trump sia stato un gruppo di Repubblicani, e lo hanno fatto a proprio rischio e pericolo.

Secondo la professoressa, i sondaggi che danno agli estremisti Repubblicani dei vantaggi elettorali non sono altro che minacce, da parte dell’elettorato moderato, per riportare il Partito Democratico verso posizioni meno radicali.

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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