Lettera da

Tre domande sugli sbagli con la Russia

Sull’Ucraina i conti non tornano. Gli americani sapevano che la Russia avrebbe invaso il paese confinante e avevano informato l’opinione pubblica internazionale con dettagli freschi e costanti come se fossero in una diretta televisiva.

Gli americani si sono sbagliati sulla data, visto che il dittatore russo Putin aveva promesso al dittatore cinese Xi che l’invasione non sarebbe avvenuta durante le Olimpiadi invernali di Pechino. Comunque, il fatto che i russi avessero cominciato a portare gli ospedali da campo sui confini russo-ucraini significava che l’invasione era imminente e cosí é stato.

Ora la prima domanda. Se gli americani sapevano dell’invasione perché non hanno subito imposto le sanzioni? Loro dicono di non averlo fatto perché speravano in una soluzione diplomatica. Quindi non erano poi del tutto sicuri dell’invasione.

Seconda domanda. Perché la Russia non é stata subito paralizzata economicamente e isolata dall’Ovest? Le sanzioni imposte sono contenute e i russi possono continuare a volare senza nessun problema. La strategia di aggiungere ulteriori sanzioni con il passare del tempo prolunga l’incertezza, favorisce la Russia e danneggia l’Occidente.

La terza ed ultima domanda riguarda l’Europa. Perché questa si é trovata cosí impreparata sapendo che alcuni paesi erano troppo esposti con le loro banche e troppo dipendenti dal gas russo per rischiare una sospensione del rifornimento, che probabilmente conseguirebbe alla sospensione della Russia dal circuito Swift (il sistema di pagamenti interbancari).

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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Tag: guerra

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