Diario di una quarantena

Nostalgie

Di Maria Lombardi

E’ quasi un mese ormai che le nostre vite e le nostre abitudini sono radicalmente cambiate.
E’ quasi un mese, che l’Italia è diventata interamente zona rossa e che abbiamo iniziato a non sottovalutare più il coronavirus. Sono morte intanto 10’000 persone e, anche se la Campania non è tra le regioni più colpite, è sempre un colpo al cuore ascoltare la conferenza stampa della Protezione Civile quando vengono comunicati i dati dei contagiati e dei morti, come se fosse un bollettino di guerra giornaliero.

In questo periodo “claustrofobico” mi sono ritrovata spesso a riflettere e a pensare a come vivevamo fino a prima dell’inizio della pandemia, e a tutte quelle cose che ritenevo scontate e che adesso desidero ogni giorno di più.
Mi mancano le passeggiate per arrivare a scuola con la musica nelle orecchie e le chiacchierate con le amiche prima di entrare in classe.
Le risate con i miei compagni e la condivisione delle preoccupazioni confessate tra i banchi di scuola. Mi manca attendere con ansia il sabato e la domenica, ora che i giorni sono tutti così uguali.
Mi manca la palestra.
Mi mancano le uscite con le amiche.
Mi manca tanto la routine e la quotidianità.
Mi manca la spensieratezza.
Mi manca la serenità, non aver paura delle persone che ci circondano.
Mi mancano i sorrisi ormai raggelati dalle mascherine.
Mi manca poter abbracciare forte i miei nonni e baciare i miei genitori e i miei fratelli.
Mi mancano tante cose. Ma non mi intristisco perché so che anche questo brutto periodo passerà.Cercherò di non dimenticare mai quello che è accaduto, in modo da poter apprezzare ancora di più quelle cose che ci sembravano così scontate e che adesso desideriamo così tanto perché se i social ci fanno sentire vicini anche se lontani, il calore umano non può essere trasmesso da nessuna connessione internet.

Dalla rubrica Diario di una quarantena:

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