La pecora nera

Roma: Antico Forno del Ghetto

Nel cuore pulsante del quartiere ebraico della Capitale, i profumi di buono si susseguono in ogni angolo dell’isolato e così file ordinate di residenti, romani provenienti da altri quartieri e turisti, si susseguono e si alternano in paziente attesa per conquistare l’uscio, tra gli altri, anche di questo storico forno che vanta più di cento anni di storia: Antico Forno del Ghetto.

Antico Forno del Ghetto: i prodotti

Le regole delle abitudini alimentari e delle preparazioni previste dalla cultura ebraica, stabiliscono che i prodotti da forno siano lavorati in ambienti che non consentano la contaminazione con altri ingredienti. E che il forno sia acceso ogni mattina dal Rabbino. La perizia dei mastri panificatori è declinata nelle diverse tipologie di pane che dalle classiche rosette, spazia tra ossi (impasto della pizza utilizzato per questi panini, la cui superficie esterna è croccante e l’anima è morbida), pane azzimo, le callotte. Filoncini, pagnotte croccanti, panini all’olio morbidi e l’apprezzatissima pizza bianca e rossa che viene sfornata a ripetizione con l’intento di non deludere l’attesa degli estimatori.

Il profumo di crosta di grano fumante è un aroma irresistibile e, quasi come il suono di un incantatore di serpenti, ipnotizza tutti coloro che vengono intercettati dalla scia aromatica che si diffonde nell’aria.

Roma: Antico Forno del Ghetto

Antico Forno del Ghetto: ambiente

Nello storico negozio il banco è traboccante di prodotti appena sfornati e gli scaffali presenti sono destinati a prodotti da dispensa come pasta, farina e qualche bottiglia di vino. Nell’ambiente attiguo ma separato è disponibile la vendita di prodotti freschi per completare la spesa o per farsi farcire al momento pizza o panini.

Servizio: il cliente viene servito con professionalità sbrigativa, inevitabile per gestire le costanti file.

Antico Forno del Ghetto, Piazza Costaguti, 30 Ghetto – Roma

Recensione tratta da “Roma per il Goloso – Le Botteghe” de La Pecora Nera Editore.

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